Il dono dei sacramenti ricevuti la notte di Pasqua

Mi è stato chiesto di testimoniare la mia esperienza vissuta la notte di Pasqua. Non posso che accettare molto volentieri in segno di ringraziamento per tutto quello che ho ricevuto. Ritengo opportuno riassumere brevemente da dove arrivavo e le motivazioni che mi hanno spinto fino qui. Premetto che la mia famiglia mi ha dato un’educazione esclusivamente laica. Il mio cammino di fede è iniziato grazie ad un incontro, circa cinque anni fa; io e Giuseppe volevamo avere un figlio, ma non arrivava. In una chiesa di montagna ho pregato Dio di darmi una bimba e la sera stessa ero incinta. Da quel giorno ho avuto la certezza della presenza di Dio. Due anni fa ho deciso di battezzarmi perché, di fronte alla certezza dell’esistenza di Dio, non potevo fare finta di niente, sentivo che dovevo seguirlo e volevo essere una madre presente nella crescita spirituale dei miei figli. Così ho conosciuto Don Gianni, Anna e successivamente la Scuola di Comunità. Da quel momento è iniziato il cammino per diventare cristiana. Il cammino di conversione è avvenuto attraverso la lettura della Bibbia, gli incontri di catechismo, gli incontri alla “Scuola di comunità”; si è concretizzato nel vivere la fede nella realtà quotidiana, sul lavoro, in famiglia, in ogni momento della giornata, come una emozione forte, una commozione per la piena consapevolezza della grandezza dell’amore di Dio. La presenza di Gesù in croce, del suo sacrificio e la sua resurrezione durante la celebrazione dell’Eucarestia, mi ha dato coscienza della possibilità della mia salvezza. Per questo ho chiesto di essere ammessa al Battesimo, alla Cresima ed alla prima Comunione. La notte di Pasqua è stata una serata straordinaria. Non è stata la mia serata, ma la serata di Gesù. Lui è stato il vero protagonista. Lui ha dato il senso a tutto quello che è seguito. Tutto è avvenuto molto naturalmente, senza nessuna forzatura. Sembrava essere quello il momento giusto ed il luogo giusto. La funzione è iniziata alle 21.00. Io sono arrivata all’ultimo momento. In chiesa c’era molta gente. La cosa che mi ha colpito fin dall’inizio è stata la partecipazione di tutti i presenti alla funzione. La veglia pasquale è stata per me un momento importante di meditazione. Le letture mi hanno aiutato ad avvicinarmi a Dio ed a prepararmi al rito di iniziazione. Ero serena e nello stesso tempo impaziente perché sapevo che a breve avrei coronato il mio desiderio di diventare cristiana. Era un non ritorno, un segno indelebile che mi avrebbe cambiato la vita. Non potevo però immaginare ne’ come, ne’ quanto. Quando Don Gianni ha proclamato l’annuncio della resurrezione di Cristo la chiesa è stata invasa da una gioia immensa. E’ iniziata la Pasqua. Dopo questo evento, tutto è avvenuto come il passaggio di un treno ad alta velocità, che sembra non fermarsi più. Il mio atteggiamento è stato quello di affidarmi a Dio e a Don Gianni, che lo rappresentava in quel momento. Immaginavo di dover affrontare il rito del Battesimo da sola, ma quando ho pronunciato la rinuncia al peccato e la mia adesione a Cristo mi sono accorta che anche la comunità stava con me rinnovando l’esperienza del Battesimo. Il fatto di farlo con gli altri mi ha dato coraggio e mi ha fatto sentire un tutt’uno con loro; eravamo tanti ed eravamo una cosa sola. Con l’acqua santa sono stata “immersa” nella morte di Cristo e sono risorta con Lui come nuova creatura. La cerimonia della Cresima è stata una esperienza forte per la presenza dello Spirito Santo. Ho ricevuto in dono il sigillo dello Spirito Santo e con questo una speciale forza per testimoniare la fede cristiana. Mi ha colpito il modo con cui mi è stato donato. D’un tratto ho alzato lo sguardo e davanti a me c’erano Don Gianni, Don Patrick e Padre Benvenuto, un prete dell’Africa centrale, tutti e tre con le mani tese rivolte verso di me. Cosa avevo fatto per meritarmi tutto questo? Perché proprio io? La forza di Dio, con lo Spirito Santo, si stava manifestando attraverso loro. Il rito della Comunione è stato seguito con una emozione più forte delle messe precedenti in quanto sapevo che finalmente avrei partecipato anch’io. Tutto è avvenuto con una serenità interiore che non avrei immaginato di avere. Don Gianni mi ha offerto il corpo di Cristo, dopo avere partecipato per primo con gli altri ministri. Lo ha offerto a me e poi a Giuseppe. Di seguito hanno partecipato tutti gli altri. Un sorriso tra me e Giuseppe è stato il primo contatto con chi mi era vicino. Condividere questo momento con l’uomo che amo è stato un dono prezioso. Con la Comunione per la prima volta ho incontrato Gesù. Ho conosciuto la forza del suo amore. Dopo quell’incontro non posso più farne a meno. E’ una presenza ormai indispensabile, non potrei più vivere senza di Lui. Il suo amore è un’ energia positiva che inonda la mia vita. Per me, come dice Papa Ratzinger, “mangiare questo pane è comunicare, entrare nella comunione con la persona del Signore vivo. Questa comunione, questo atto del mangiare è realmente l’incontro tra due persone….. Scopo di questa comunione è l’assimilazione della mia vita alla Sua, la mia trasformazione e conformazione a Colui che ama me. Questa comunione implica l’adorazione, implica la volontà di seguirlo di più”. La serata è terminata con gli auguri sinceri di chi mi è stato vicino. Non pensavo fossero così tanti. Ringrazio di cuore Don Gianni, Don Patrick, Padre Benvenuto, Anna la mia madrina e Luigi il mio padrino e con loro la corale che ha aumentato l’intensità delle emozioni e tutta la comunità che ha partecipato ai Sacramenti. E’ la forza dell’amore di Dio, nei Sacramenti, che ci unisce tutti e che ci permette di essere una sola cosa, grazie.

Paola