Siccome il tempo vola

La realtà, le cose che succedono, ci chiamano, ci destano dal torpore, da quella specie di anestesia che ci impedisce di capire, di reagire, di affrontare, di vivere da protagonisti. Ho vissuto due esperienze in questi mesi passati che mi hanno fatto riflettere: la prima, nella settimana precedente al Donacibo in cui si chiedeva ai ragazzi delle scuole di Cambiago di portare dei generi alimentari per le persone bisognose, sono andata con alcuni amici/e a presentare l’iniziativa nelle varie classi. Mi sono accorta che diamo per scontato che le grandi cose si sappiano già e così non le diciamo più, e non dicendole più diventano sempre più ovvie, talmente ovvie che non le ricordiamo più nemmeno noi. E così di fronte a ragazzi informatissimi che già all’asilo conoscono le papille gustative ( legate al cibo), mi sono chiesta se era il caso di dire che i gesti di carità noi li abbiamo imparati da Gesù, ma quando l’ho detto mi è sembrato di aver aperto un baule del tesoro, di aver rivelato un segreto atteso. Andando avanti nei gruppi successivi abbiamo aggiunto il racconto della moltiplicazione dei pani e dei pesci…e ogni volta cresceva la sensazione di stare partecipando a qualcosa di veramente grande, la stessa cosa di allora… La seconda, durante la Mostra sul Volto del Risorto che è stata allestita nel salone dell’Oratorio dal mercoledì Santo, ho visto, sul volto delle persone che ascoltavano la spiegazione delle guide, uno stupore. Il racconto dettagliato (quasi fotografato) della Resurrezione interpellava i presenti, me compresa, sulla domanda: “ma se Cristo è risorto, dov’è adesso? è possibile incontrarlo, come lo incontrarono Giovanni, Pietro, la Maddalena, Paolo?” e, in effetti, la mostra si proponeva come mostra-incontro… E’ proprio vero che la realtà ci chiama, per svegliarci, per poter tornare ad usare la ragione, per avere la possibilità di trovare qualcosa di grande, che il nostro cuore aspetta…

Tiziana