"Se essi tacciono, le pietre grideranno":
visita a Como

Il 16 maggio con gli amici del centro culturale sono andato a visitare le bellezze di Como e dintorni. Il pomeriggio in quel di Como è stato guidato dal prof.re Enzo Gibellato, che già in altre occasioni ci ha aiutato a riscoprire le bellezze artistiche e non solo, della nostra tradizione. Nel giro di una manciata di ore, intense e per nulla scontate, abbiamo visitato le chiese di S. Abbondio, S. Fedele e il Duomo di Como. La visita di questi posti ha tenuto conto di tutti i fattori artistici e culturali, senza dimenticare l’eredità che tali edifici lasciano a noi oggi, non semplicemente come oggetti ornamentali per impreziosire le città, ma per far memoria del fatto di Cristo e della nostra appartenenza ad un popolo con una sua identità,presenti oggi davanti ai nostri occhi. Durante la visita, Gibellato oltre alle immense conoscenze artistiche, ci ha messo dentro la sua esperienza, frutto dell’incontro che ha fatto, il modo e l’attenzione nel vedere le chiese,da che posizione iniziare a guardarla, sotto una certa luce, perché anche noi potessimo fare una esperienza piena della grandezza di Cristo e della Chiesa. Anche di fronte a segni concreti della Sua presenza, come le reliquie dei Santi e la figura della Madonna, partendo da una cosa innanzitutto vera per se, Gibellato ha voluto recitare il Gloria e l’Ave Maria insieme a noi. La giornata è stata un’altra grande occasione non per vedere le “solite cose” e per poi dire “bello”, ma anche per poter vedere sotto una luce diversa e per riscoprire dettagli e particolari (forse mai notati). Come, per esempio, la facciata del Duomo: le guide si affannano a spiegare l’incastro del rinascimento nel gotico e altre caratteristiche tecnico-artistiche; in realtà essa mostra un messaggio semplice e potentissimo: un angelo annuncia a Maria la nascita di Cristo, Dio fatto uomo, che è risorto ed è presente oggi nella sua Chiesa. Un’altra delle cose che mi ha sorpreso è la questione del silenzio e del guardare: i costruttori del romanico volevano che entrando in chiesa il silenzio e la luce fossero un presentimento del Mistero. Bisogna solamente avere la pazienza che lo sguardo si adegui e lentamente abbracci tutto. Di ritorno da Como ci siamo poi trovati a cena per un momento conviviale, per scambiarci le impressioni della giornata davanti ad un buon piatto di pasta. Oltre alle cose che ho raccontato sopra è emerso anche come la buona riuscita della giornata non sia unicamente data dalla professionalità della guida, che potrebbe fare solamente una mera analisi delle cose viste. Come il nostro amico Gibellato ci ha testimoniato più volte, a tutto questo va legato un fattore che considera e prende tutto dalla realtà: la straordinarietà dell’incontro con Cristo, che pian piano entra dentro, cambia tutto ed è per tutti, come anche le pietre hanno gridato.

Giacomo