Libri consigliati

Solo lo stupore conosce - Marco Bersanelli, Mario Gargantini

Da quando nel 1600 Galileo ha rivolto il cannocchiale verso il cielo, la ruota del progresso scientifico ha iniziato a girare sempre più velocemente fino ai giorni nostri, in cui le scoperte scientifiche e lo sviluppo tecnologico procedono a ritmi più serrati che mai. Nessuno mette in dubbio che il progresso è frutto dell’umanità, ma spesso ci si riferisce ad esso quasi fosse un’entità autonoma e impersonale, come se il soggetto umano che compie la scoperta sia del tutto irrilevante ai fini del risultato. Marco Bersanelli e Mario Gargantini si propongono di rivisitare questa idea raccontando le esperienze di chi ha vissuto e vive in prima persona l’avventura della ricerca, mostrando come non può esistere la scienza senza l’individuo desideroso di conoscere. Si tratta di un avvenimento in cui tutta la persona è chiamata in causa: vi si intrecciano le motivazioni, la passione, gli errori, i rapporti umani, la fede. Il libro è prima di tutto una raccolta delle testimonianze dirette dei più importanti fisici, chimici, biologi e matematici di ieri e di oggi, attorno alle quali gli autori hanno costruito un percorso che evidenzia i diversi aspetti del processo conoscitivo: dall’attenzione alla casualità, dall’osservazione alla responsabilità, dal metodo allo stupore.

(Davide)

Il potere e la gloria - Graham Greene

Per noi, nati cristiani, cresciuti in un ambiente favorevole, è molto importante leggere storie raccontate da persone convertite in età adulta. In queste persone la fede è come purificata da vicende che li hanno portati a un gesto tanto difficile quanto decisivo. Graham Green è uno dei grandi scrittori inglesi del secolo scorso a cui i limiti del cristianesimo anglicano andavano stretti e sono tornati alla chiesa cattolica romana. Da questo passo sono scaturiti poi dei capolavori della letteratura mondiale. In particolare in “Il potere e la gloria” si seguono le vicende di un prete che si definisce “cattivo prete”, in fuga dalla furia anticlericale della Rivoluzione Messicana. Nei dialoghi esce in tutta la sua crudezza il confronto tra bene e male, il limite tra peccato e libertà, come se la vita fosse un continuo camminare in equilibrio precario sul crinale da cui si scivola continuamente da entrambe le parti, e ogni volta bisogna risalire. “Io so per esperienza quanta bellezza portò seco Satana, quando cadde. Nessuno ha mai detto che gli angeli caduti fossero gli angeli brutti.” Cattivo prete si, ma di una fede carnale, che lo porta al martirio con il timore e tremore di un santo. “Considerando attentamente un uomo o una donna, si poteva sempre cominciare a provarne pietà... Era una qualità insita nell’immagine di Dio... Quando si sono vedute le rughe agli angoli degli occhi, la forma della bocca, il modo in cui crescevano i capelli, era impossibile odiare. L’odio era semplicemente una mancanza di immaginazione.”

(Silvano)