Editoriale

Bisogna guardare a quello che c’è,
non a quello che manca

Anche quest’anno molti amici del Centro Culturale don Renzo Fumagalli sono andati al Meeting di Rimini. La maggior parte come volontari, altri solo per vedere le mostre e seguire gli incontri. Ma come tutti gli 800.000 visitatori anche i nostri amici sono stati colpiti da alcune eccezionalità. Il vicolo ricostruito del Rione Sanità di Napoli, la cui prospettiva positiva ha impressionato tutti, compresi ministri e imprenditori. La prorompente umanità dei carcerati-pasticcieri di Padova, che un anno fa non vedevano l’ora di tornare in cella «per raccontare ai compagni quello che è successo al Meeting» e ora desideravano tornare «per raccontare a tutti quello che è successo dietro le sbarre». Come non essere colpiti dalla forza coinvolgente dei coniugi Zerbini, che a San Paolo del Brasile danno la casa e la speranza a migliaia di persone o dalla vitalità di padre Aldo Trento, che in Paraguay assiste i disperati e rilegge la storia delle Reducciones rendendo giustizia ai gesuiti e alla Chiesa. Ma quello che più ha colpito coloro che guardavano le mille realtà presenti in Italia e nel mondo è che il soggetto da cui nasce il Meeting di Rimini si dimostra un soggetto presente e incontrabile ovunque. Se uno guarda quello che c’è, senza stare a lamentarsi di quello che manca, scopre una presenza viva, vivace, varia, diffusa, che esprime una posizione culturale che ha il coraggio e la dignità di affrontare le sfide della modernità senza complessi di inferiorità. Non è la singola mostra, la testimonianza affascinante ma solitaria, ma è un soggetto stabile, unitario e che si può incontrare dappertutto. Questo spiega anche perché molti ospiti esprimono il desiderio di tornare al Meeting. Due fra i più entusiasti sono stati il giornalista Giampaolo Pansa e il maestro Ennio Morricone che dopo il concerto si è fermato fino alle tre del mattino a dialogare con il pubblico. Sono moltissimi i relatori che l’anno dopo ritornano, anche se non invitati, portando magari i familiari o qualche amico. Un fatto estramamente importante dal punto di vista “pubblico” è l’auspicio del ministro Frattini che il Meeting possa consolidarsi come luogo permanente di dialogo verso la pace nel Sud del mondo. Per tutti coloro che hanno partecipato il Meeting di quest’anno dal titolo “La conoscenza è sempre un avvenimento” è stato un luogo di incontro e una pietra di paragone, dove la conoscenza non è una serie di deduzioni a partire da un principio astratto, ma l’andare a fondo di ciò che accade. Appunto, un avvenimento. Per questo già da ora la Redazione de “IL CENTRO” e gli amici del Centro Culturale don Renzo Fumagalli si prenotano per l’edizione dell’anno prossimo e invitano tutti a prendere in considerazione la possibilità di “venire a vedere”. Il titolo del Meeting 2010, che si svolgerà a Rimini dal 22 al 28 agosto, è: «Quella natura che ci spinge a desiderare cose grandi è il cuore».