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“La conoscenza è sempre un avvenimento”
Il Meeting di Rimini è arrivato alla trentesima edizione
Il 30° Meeting di Rimini (23-29 agosto 2009) si è svolto nel segno della sfida contenuta nel messaggio che Papa Benedetto XVI ha inviato al Vescovo di Rimini perché lo portasse a tutti i partecipanti del Meeting stesso: «Approfondire le ragioni dell’essere cristiani in questa nostra epoca… raccogliere le sfide e gli interrogativi che i tempi di oggi pongono alla fede, e rispondere ad essi facendo tesoro dell’insegnamento del compianto mons. Luigi Giussani, fondatore del movimento ecclesiale di Comunione e Liberazione». Il tema di questa 30° edizione era “La conoscenza è sempre un avvenimento”. Tutti – relatori e ospiti - sono stati conquistati innanzitutto dallo spettacolo di quasi 4.000 volontari, che hanno pagato vitto e alloggio per potere lavorare al Meeting, segno di un desiderio di fare un’esperienza, cioè di vivere ciò che fa crescere, e di condividerla con chiunque. Questo dei volontari che ogni anno aumentano è un autentico “miracolo” che si ripete da trent’anni e che - a detta di tanti - è impossibile trovare altrove, frutto di un’educazione a vivere la gratuità come dimensione di ogni rapporto. Quest’anno al Meeting di Rimini sono arrivati a quasi 800.000 presenze, di cui moltissimi coloro che sono arrivati dall’estero. I padiglioni del Meeting sono stati letteralmente invasi da tante persone – giovani e adulti - che hanno potuto incontrare personalità internazionali e protagonisti della vita italiana, hanno avuto la possibilità di visitare le mostre e partecipare agli spettacoli in programma. Dal nutrito programma della settimana riminese, particolarmente significativa la messa in scena del Miguel Manara di Milosz che, essendo uno dei testi più cari al popolo del Meeting, è stata proposto come spettacolo inaugurale la sera della domenica di apertura. Un altro evento che ha lasciato il segno in questa edizione del trentennale è il concerto di Enzo Jannacci, genio musicale e umano, che ha colpito tutti coloro che hanno potuto assistere al suo concerto. Durante la settimana hanno parlato quasi 200 relatori che hanno contribuito al realizzarsi di una conoscenza nuova della realtà e in alcuni momenti sono arrivati fino a comunicare il significato ultimo delle cose. Primo fra tutti don Julián Carrón, Presidente della Fraternità di Comunione e Liberazione, che ha riproposto la figura di San Paolo. In un Meeting che ha messo a tema la conoscenza difficilmente si poteva trovare un testimone migliore di San Paolo per documentare la verità del titolo scelto. In cammino con l’apostolo è stato possibile capire che cosa sia per lui la conoscenza come avvenimento: nel modo con cui egli ce l’ha testimoniata nella conoscenza di Gesù. Un altro incontro che ha visto il “tutto esaurito” è stato quello con il Prof. Carmine Di Martino che, dovendo spiegare proprio il titolo del Meeting “La conoscenza è sempre un avvenimento”, ha mostrato la portata del tema dentro il percorso della modernità iniziato con Cartesio, sottolineando che la conoscenza non è un’attività fra le altre del soggetto umano, ma la forma stessa del suo rapporto con la realtà. Per tutta la durata del Meeting i partecipanti hanno potuto vedere e quasi “toccare” con mano che il percorso della conoscenza non è ridestato da discorsi o spiegazioni astratte, ma dall’incontro con persone che conoscono il reale in un modo nuovo e attraente, perché carico di una promessa di verità e di bene. Tantissimi sono stati i testimoni, ne citiamo solo alcuni tra quelli che ci hanno maggiormente colpito: Amparito dell’Ecuador, gli amici del Rione Sanità di Napoli, padre Aldo Trento del Paraguay, Marcos e Cleuza Zerbini di San Paolo del Brasile, Rose e Vicky di Kampala, i carcerati di Padova). Abbiamo potuto ascoltare personalità del mondo culturale come Mary Ann Glendon, che ha introdotto il tema della “esperienza elementare” come radice dei diritti umani, e filosofi come Remi Brague e Fabrice Hadjadj, che hanno mostrato che cosa significhi “allargare la ragione”. Non sono mancati gli interventi più “politici” come l’evento internazionale che ha aperto il Meeting, favorito dal ministro Frattini: l’incontro di quattro leader di altrettanti Paesi africani, che hanno dialogato di pace e sviluppo. Assolutamente imprevista è stata la testimonianza umana e politica di Tony Blair, che è arrivata fino alla confessione pubblica delle ragioni della sua conversione al cattolicesimo: la scoperta del carattere universale della Chiesa. Inoltre responsabili delle istituzioni come il Governatore della Banca d’Italia Mario Draghi, del governo italiano come il Ministro delle Finanze Giulio Tremonti, il Ministro della Giustizia Angelino Alfano, e altri ministri come Maurizio Sacconi, Mariastella Gelmini, Roberto Calderoli e Luca Zaia, nonché rappresentanti dell’opposizione come Pierluigi Bersani ed Enrico Letta, hanno accettato di confrontarsi coi temi reali della vita di un popolo, dall’educazione al lavoro, dall’economia alla giustizia. Fedele alla sua tradizione, il Meeting per l’Amicizia fra i Popoli ha proposto momenti di ecumenismo reale con esponenti delle tradizioni ebraica, ortodossa e musulmana, animati da una sincera volontà di dialogo in vista di una convivenza pacifica nella verità e nella diversità. Particolarmente apprezzato l’intervento del cardinale di Madrid sul contributo della Chiesa alla vita sociale e quello del cardinale Caffarra sulla ragionevolezza della fede. La trentesima edizione del Meeting si è conclusa con la presentazione dell’ultimo libro di don Giussani “Qui e ora” nel quale si legge: «L’uomo, che agisca con un minimo di autocoscienza, agisce avendo un motivo ultimo. La natura stessa di questo dinamismo che si chiama “io” implica, per il suo muoversi, l’affermazione di una motivazione ultima».