UNA ESPERIENZA DI LIBERTA’

TESTIMONIANZA DI UNA VOLONTARIA AL MEETING DI RIMINI 2009

Da alcuni anni partecipo come visitatrice al meeting di Rimini, che ho sempre trovato interessante per le mostre e gli incontri dove vengono messi a tema la bellezza e la verità dell’uomo, con argomenti di attualità. Sono sempre rimasta positivamente impressionata dal numero di volontari che sostengono gratuitamente, con il loro lavoro, una manifestazione che dura da 30 anni. Così anch’io quest’anno ho voluto far parte di chi lavora al meeting, facendo la cassiera allo shopping dove si vendono le magliette. Mi sono resa conto da subito che il lavoro dei volontari è sostenuto da ciò che cristianamente definiamo “PROVVIDENZA”. Infatti, donne ed uomini che nella vita fanno tutt’altro che vendere magliette (medici, ingegneri, centraliniste, universitari), con tutta la loro inadeguatezza offrono le loro vacanze per un desiderio comune: incontrare l’Avvenimento che ci rende liberi. Lavorando con turni di 6/7 ore al giorno il tempo per visitare mostre e partecipare ad incontri è limitato, ma proprio perché il meeting favorisce i rapporti, nelle pause pranzo con altri volontari ci si scambiava opinioni e racconti su mostre come quella su S.Agostino, su Galileo, il Rione Sanità di Napoli o i carcerati di Padova. Oppure si parlava degli incontri e degli spettacoli a cui si era assistito, tutto ciò favoriva un arricchimento reciproco. Anche allo shopping il clima era festoso, nonostante la fatica, ognuno raccontava di sé, persone con storie umane diverse. Alla riunione dei volontari, durante la quale è stato spiegato il titolo del meeting, mi ha colpito una frase che diceva:”non basta provare per conoscere bisogna verificare con l’esperienza del cuore, bisogna capire se corrisponde al desiderio vero di stare davanti al Mistero, solo così la conoscenza vi farà liberi”. Leggevo alcuni giorni fa l’articolo di un giornalista di IL TEMPO, che descriveva una giornata al meeting a cui ha partecipato un po’ scettico per la prima volta, ed è stato colpito soprattutto dai volontari che lavorano portando dentro di sé un senso di comunità palpabile che li rende contenti e liberi di quello che fanno. Condivido il suo pensiero perché per mè quest’anno lavorare al meeting è stata una vera esperienza di libertà dentro la conoscenza ed i rapporti con gli altri. Inoltre partecipare all’avventura della conoscenza come ci indicava il meeting attraverso la sua manifestazione culturale e il lavoro dei volontari, ti fa prendere sul serio la tua umanità fino a farti comprendere che l’originalità dell’uomo è da sempre l’attesa d’infinito.

Lorena