L’unica fonte di gioia della mia vocazione è servire Cristo

Intervista a Don Giovanni, sacerdote che durante questi mesi è stato nella nostra parrocchia e ha conosciuto la nostra comunità

Come mai Don Giovanni a Cambiago ? Prima di rispondere a questa domanda vorrei presentarmi brevemente. Sono Don Giovanni (dal mio nome Jean-Constant BAZENGUISSA). Ormai sono due anni che sono in Italia ed abito a Roma dove mi ha mandato il mio Vescovo per una specializzazione in Sacra Liturgia. Oggi mi trovo a Cambiago perché ogni anno ci è concessa la possibilità di rendere un servizio pastorale in parrocchia durante le vacanze estive. Questa estate la Provvidenza ha fatto si che io venissi in questa parrocchia di S.Zenone tramite il parroco don Gianni che me lo aveva chiesto. In realtà prima non lo conoscevo personalmente. Lo incontrai la prima volta lo scorso anno a Brugherio nella parrocchia dove facevo servizio pastorale, don Gianni Calchi Novati (il parroco di Brugherio) me lo presentò e da allora siamo diventati amici. Da dove vieni? Parlaci della tua terra di origine. Vengo dalla Repubblica del Congo (molto meno conosciuta rispetto alla Repubblica Democratica del Congo). E’ un piccolo paese di 342.000 Km/quadrati, situato proprio al centro dell’Africa. Sulla costa ovest abbiamo 120 Km sul mare (Oceano Atlantico). La popolazione è di circa 4.000.000 di abitanti. L’economia del paese è basata essenzialmente sulle risorse naturali quali il petrolio, la legna, altre miniere … Purtroppo, nonostante l’immensità di queste ricchezze, non è raro notare la miseria, la disoccupazione di giovani che hanno finito l’università, la povertà della stragrande maggioranza della popolazione. Peggio, non sempre tutti hanno facilmente accesso alla sanità e all’istruzione. Gli aspetti storici e politici sono strettamente legati. Non parlo della storia antica, quando i due Congo insieme all’Angola erano ancora un solo Regno. Parlerei piuttosto della storia più recente partendo dalla colonizzazione. Nel 1880 la Francia, tramite l’esploratore Pierre Savorgon De Brazza (francese di origine italiana) si impadronì del Congo che divenne colonia francese in tutto: l’amministrazione, i servizi pubblici, l’organizzazione sociale, economica, politica … Così fu fino agli anni ’60 in cui ricevemmo l’indipendenza. Nel 1963 però la democrazia instaurata nel paese subì un duro colpo. Il primo presidente congolese eletto democraticamente venne rovesciato. Due anni dopo fu introdotto il socialismo come sistema politico di tipo comunista puro e duro fino al 1990-1991. In quegli anni tornammo alla democrazia con elezioni democratiche, ma fu anche l’inizio di una serie di crisi politiche gravi che provocarono guerre civili e distruzioni di cui si è parlato a suo tempo. Come è nata la tua vocazione ? E’ una lunga storia molto complicata, stupenda e incredibile, i cui dettagli stupirebbero più di uno. Ma la cosa interessante è che si tratta di uan storia vera ed autentica. Quello che conta per me è che oggi il Signore ha fatto di me un sacerdote, un pastore del Suo popolo, nella Sua Chiesa, per la Sua glorificazione e la santificazione del mondo. Nato in una famiglia cristiana cattolica di sei figli, ero l’unico a non frequentare la Chiesa da bambino, vergogna di tutta la famiglia, pecorella smarrita. A casa figlio non tanto obbediente ai genitori. Seguii le mie strade, ebbi una compagnia sbagliata, molto perversa e cattiva. Così a 11-12 anni mi sorpresi a prendere droghe e alcool forti, a frequentare posti vietati ai minori e alle persone di buona moralità. Immaginate la delusione dei miei! Eppure una domenica di settembre 1987 – avevo 17 anni – la mia vita cambiò all’improvviso, senza che me lo aspettassi. E fu questo il miracolo per me. Fu la mia conversione radicale e non ve lo posso spiegare perché io stesso non ci ho ancora capito niente di quello che mi successe. E’ un MISTERO! Chiesi dunque al nostro parroco di entrare in seminario. Di fronte all’ostinazione di mio padre egli prese la responsabilità di mandarmi in seminario minore. Dopo tre anni chiesi al mio vescovo di entrare in seminario maggiore nel 1990. Questo mi fu concesso, ma persi tre anni a causa delle guerre civili di cui vi ho parlato. Il 9 aprile 2000 fui ordinato diacono e finalmente il 24 settembre dello stesso anno prete. La mia conclusione è che la chiamata è di Dio. E’ Lui che chiama chi vuole, quando vuole e come vuole. Ciò che spetta all’uomo è rispondere si o no a questa chiamata. Com’è la Chiesa in Congo ? Hai trovato differenze con la nostra ? Essa si dovrebbe presentare così come si definisce, anche se purtroppo non sempre le cose sono così. Ed è molto spiacevole! La Chiesa è UNA, SANTA, CATTOLICA E APOSTOLICA. E’ il popolo della moltitudine di coloro che condividono una sola FEDE in DIO, che sono stati rigenerati nello stesso BATTESIMO e che credono che Dio è loro Padre, che Gesù è l’unico loro Signore e salvatore, e che tutti sono legati gli uni agli altri nel vincolo della CARITA’. Ecco la Chiesa in cui credo. Per capire queste cose non serve una laurea in teologia dogmatica. Serve solo VIVERE la Chiesa, serve SPERIMENTARE la Chiesa nella vita quotidiana. Questo lo fa anche la Nonna di 99 anni che non è mai arrivata alla III media. Tuttavia, il modo di VIVERE e SPERIMENTARE la Chiesa è diverso secondo i luoghi, le culture, le mentalità, i contesti… Ecco che giustifica le differenze legittime che trovo tra diverse chiese locali. Chi ha già fatto l’esperienza della diversità e delle sue bellezze fa meno fatica a capire che queste differenze costituiscono una ricchezza enorme per la Chiesa e per sé stesso. Per questo bisogna uscire da sé stesso e provare ad andare incontro agli altri. Qual’è per te la cosa più bella del cristianesimo ? Direi è quella da cui tutto attinge la bellezza ed in cui questa bellezza ha il suo termine: è CRISTO. Per Lui, con Lui e in Lui mi sento a casa mia dovunque mi trovi. Non mi sento in situazione, o meglio in condizione di “extra comunitario”. Ecco la sorgente della mia gioia. Qui a Cambiago incontro i parrocchiani con cui discutiamo di tutto, prendiamo un caffè insieme in qualche bar del paese come fossero quelli della mia parrocchia. Più bello di questo non c’è. Peccato che sono le vacanze e quindi di ragazzi non ce ne sono in giro. Ti è stato affidato un compito particolare ? Appena ordinato diacono fui nominato Cerimoniere diocesano, responsabile della Liturgia della diocesi fino a quando sono venuto in Italia. Intanto ho fatto il vice-parroco per due anni (2000-2002) e il parroco per quattro anni (2003-2007). La mia ultima missione è quella che sto svolgendo adesso: lo studio. Cosa desideri per la tua vita ? La pertinenza della mia chiamata e il modo in cui svolgo le missioni che mi vengono affidate mi fanno capire che non servono le preferenze. Il mio primo spostamento da una parrocchia ad un’altra mi lasciò una ferita così profonda … Da allora capii che l’unica fonte di gioia della mia vocazione è servire Cristo dove mi chiama e mi manda nella Sua Chiesa, dovunque. Egli faccia di me un suo servo sempre gioioso, umile, compassionevole del suo popolo, comunicatore di gioia, di letizia e di vita a chi ne ha più bisogno. Infine ringrazio il Signore che ha permesso questa bellissima esperienza a Cambiago. Ringrazio la comunità parrocchiale di S.Zenone (il parroco don Gianni, don Patrick, tutti i parrocchiani) e tutti gli abitanti di Cambiago per la buona accoglienza. Pregherò per voi e vi chiedo di pregare per me affinchè il Signore sostenga il mio studio, e che tornato in patria possa trasmettere bene quello che avrò attinto in Italia. Grazie di cuore.

Don Giovanni