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Carità e verità: un binomio inseparabile
La terza enciclica di Papa Benedetto XVI
“La carità nella verità è la principale forza propulsiva per il vero sviluppo di ogni persona e dell’umanità intera” (Caritas in veritate, 1): l’inizio della nuova enciclica di Benedetto XVI indica chiaramente qual è la base fondamentale da cui la Chiesa e tutti i cattolici devono partire per affrontare tutti i temi dalla vita quotidiana e dell’attualità. La carità (caritas, cioè l’amore), per non essere ridotta a un puro gesto assistenziale,deve legarsi alla verità. L’amore deve legarsi al destino dell’uomo: ciascuno di noi ricerca la felicità che si può raggiungere realizzando la nostra vocazione, ossia il nostro vero destino. La verità “è la luce che dà senso e valore alla carità” (3), che perciò può essere condivisa e comunicata agli altri senza essere relegata tra i “buoni sentimenti” individuali (aiuta gli altri solo chi è “bravo”). “Caritas in veritate” è quindi il principio intorno a cui ruota la dottrina sociale della Chiesa, che concretamente promuove la giustizia e il bene comune. Giustizia intesa come il dare a ciascuno ciò che gli spetta per una vita dignitosa, base sulla quale poi si innesta la carità, che “eccede la giustizia” (6); impegnarsi per il bene comune è il dovere a cui il Papa richiama tutti i cristiani, ciascuno secondo le sue abilità e possibilità. Tra questi doveri è fondamentale l’evangelizzazione, perché annunciare a tutti Cristo significa dare senso alla vita dell’uomo, e ogni azione del cristiano, anche in politica ed economia, deve puntare a creare opere “che rechino impresso lo spirito del dono” (46), così che anche il mercato sia strumento di qualcosa di più grande, in cui la gratuità deve poter trovare spazio per orientarlo “al perseguimento del bene comune” (36). In quest’ottica Benedetto XVI analizza tutti i temi che caratterizzano la vita del mondo oggi, dalla crisi alla globalizzazione, ricordando che lo sviluppo non può essere solo economico e tecnologico. La centralità della persona è la “stella polare” nei paragrafi che parlano di lavoro (che ne deve permettere la valorizzazione), immigrazione (conciliando accoglienza e sicurezza) e i drammi che ancora oggi affliggono il mondo: la mancanza di rispetto per la vita dalla nascita alla morte naturale, la mancanza di libertà in molte nazioni, la fame: “l’alimentazione e l’accesso all’acqua vanno considerati come diritti universali di tutti gli esseri umani” (27) e la tutela della natura, che è “espressione di un disegno di amore e verità” (48). In conclusione il Papa ci ricorda che tutto ciò è possibile solo con l’aiuto di Dio: è il suo amore che “ci chiama ad uscire da ciò che è limitato, ci dà il coraggio di operare nella ricerca del bene di tutti”.
Mauro