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il blitz dalla A alla Z

Accendilo tu questo sole che è spento! (o Se perdo anche te di Gianni Morandi) l’inno del blitz!Non solamente perché il primo giorno diluviava, ma perché nella vita c’è sempre bisogno di qualcuno che ci risvegli (o che ci svegli) in continuazione. Un’altra canzone direbbe: “Signora, il tuo sorriso ferito svegli le nostre anime addormentate”. Blitz: secondo il dizionario sarebbe “una qualsiasi operazione importante, rapida e improvvisa”. E in effetti è così. È, più propriamente, un VIAGGIO importante, rapido e improvviso. Come direbbe qualcuno “Chi ciapa, ciapa!”, “Chi c’è, c’è!”. Cena: parte fondamentale del blitz. Non solo perché è l’unico pasto al chiuso in 2 giorni. È il momento in cui gli AMICI si ritrovano attorno a un tavolo a chiacchierare e a festeggiare. Dove vanno i monaci in vacanza?: ma soprattutto, ma i monaci vanno in vacanza??? Ebbene sì! Vanno tre alla volta in una casa di campagna distante 30 km dall’abbazia. E invece di svegliarsi alle 4 come al solito, si svegliano alle 5! Einsiedeln: è il santuario più importante della Svizzera. Al suo interno è custodita la statua della Madonna Nera venerata tutt’oggi. Tappa del secondo giorno del blitz. Noi ci siamo andati in particolare per ascoltare i Vesperi e il Salve Regina cantati dai monaci benedettini che vivono nel monastero adiacente. Francia: non è stata la meta di quest’anno! Gallo (San): non pervenuta. Il lunedì successivo in Svizzera ricominciavano le scuole, quindi siamo rimasti imbottigliati nel traffico del grande rientro dalle vacanze svizzere … Hauterive: prima tappa e prima sorpresa del Blitz. Abbazia cistercense con ancora la propria comunità di monaci. Dopo tanti monasteri visti, finalmente li abbiamo incontrati: sono loro i frati ribelli! Imprevisto: è la caratteristica principale del blitz. Ma per questo mi viene in aiuto Montale: “Prima del viaggio si scrutano gli orari,/le coincidenze, le soste, le pernottazioni/e le prenotazioni;/si consultano le guide Hachette e quelle dei musei,/si cambiano valute;/[…]E poi si parte e tutto è O.K. […]E ora, che ne sarà/del mio viaggio?/Troppo accuratamente l’ho studiato/ senza sapere nulla. Un imprevisto/ è la sola speranza.” (Prima del viaggio, Eugenio Montale) Lepori (Padre): è l’abate dell’abbazia di Hauterive. Cistercense, porta l’eredità di San Bernardo. È un uomo che ama la Fonte di tutti gli amori. Per questo tiene spesso incontri con i giovani e le famiglie: “L’esperienza umana, in tutti i suoi ambiti, è un’esperienza di esaurimento, un venire a mancare non solo di vino, ma di tutto: di energie, di gusto, di pace, di bellezza, di amore, soprattutto di amore. Tutto il compito del cristiano è quello di accogliere Colui che compie l’umano, che lo redime, lo rigenera, lo perdona, e trasforma l’inconsistenza e il vuoto in pienezza di umanità.” Mc Donald: quando si vede la M bisogna fermarsi! Anche durante un blitz! Nicola: monaco cistercense a Hauterive. È stata la nostra guida personale all’abbazia. Le date e i nomi non sono il suo forte, ma nessuno di noi ha mai pensato di sostituirlo con uno più “esperto”. Ci ha raccontato che per loro l’ospite viene trattato con riguardo perché l’ospite è Cristo stesso. “A pensare che voi siete Cristo – ci ha detto – mi viene la pelle d’oca”. E ce l’aveva davvero! Ordine Benedettino: i monaci vestiti di nero. Li abbiamo incontrati al santuario di Einsiedeln. Sono veramente dei soldati: i soldati di Cristo. Si muovono in fila per due e allo stesso passo. Davanti alla Madonna Nera hanno cantato il Salve Regina (inno splendido a più voci): come soldati davanti alla propria regina e come figli davanti alla propria madre. Pace (scambio della): durante la messa, in Svizzera, non ci si stringe la mano. Solo un fugace sorrisino o al massimo un occhiolino! Quan che la strada la finiss, ciapa il traghett!: La Gigia (nostro navigatore satellitare) ha dato segni di cedimento quest’anno … vedeva traghetti inesistenti in montagna, scambiava la destra con la sinistra e continuava a dirci di tornare indietro … forse non le piaceva il paese … Rapperswil: fin dai tempi dei tempi esiste una passerella di legno sul lago di Rapperswil: era usata dai pellegrini lungo il percorso per Santiago de Compostela. È tutt’ora agibile e noi l’abbiamo attraversata. Svizzera: patria di Heidi e di Guglielmo Tell (e di suo figlio). Meta di quest’anno! Torte salate, polpettine, pasta fredda … : il pranzo! L’insalata di riso ormai è stata abbandonata per cibi più raffinati. Polpette di carne in cima alla classifica. Una nuvola: motto del blitz, SE GUARDI LE NUVOLE NON PARTIRAI MAI! Vera (mente): la sciura dell’albergo si chiama Vera (svizzera, ma di indole italiana-meridionale) e il bar ha pensato bene di chiamarlo “Vera-Mente”. Ricorderemo la sua cena e le sue grappe per sempre. Se avesse potuto, si sarebbe unita a noi a cantare. Però poteva dircelo prima che aveva anche i menu scritti in italiano! Zampillante (acqua): quella che usciva dalle 10 fontane di Einsiedeln. Da ognuna di esse bisogna bere altrimenti non funziona!

Agnes