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DON CARLO GNOCCHI
DICONO DI LUI: “SANTO” DI TUTTI
La cerimonia di beatificazione di don Carlo si terrà domenica 25 ottobre 2009,
a Milano in piazza del Duomo, alle ore 10
Figlio della terra lombarda, ma uomo di caratura nazionale e oltre. Prete di formazione ambrosiana, ma sacerdote dal respiro e dagli orizzonti universali. Faro luminoso per gli educatori; cappellano da sempre venerato dagli amati alpini; esempio e testimone tra i donatori di organi; protettore invocato dai disabili, dagli ammalati, dai sofferenti; icona paterna dei più piccoli e fragili… La figura del prossimo Beato don Carlo Gnocchi è un caleidoscopio straordinario e affascinante, un prisma che ad ogni lettura o approfondimento restituisce squarci inattesi e sempre nuovi. Insomma, un “santo” di tutti. Lo testimoniano i numerosi attestati di ammirazione e affetto sincero raccolti nelle più disparate occasioni. Ne riproponiamo alcuni, pescando tra omelie, commemorazioni o interventi di eminenti personalità ecclesiali.. «Sì, soldato era; ma si durava fatica a pensare che egli marciasse con gli scarponi, come ciascuno di voi. Era militare, sì; e per questo sapeva fraternizzare con ogni soldato, ne capiva la ruvida energia, ne condivideva la franca parola, ne emulava l’intrepida abnegazione. Ma la sua, a ben conoscerla, era una, milizia di altro stampo che non quella della caserma o della trincea; la tempra, sì, era d’alpino; ma le sue vere montagne erano quelle dello spirito. Faticosamente insieme: lui a tenere il vostro passo sulle salite dei monti, voi a seguire il suo passo sulle salite di certi suoi discorsi, di certi suoi pensieri. Quando, nei momenti più tragici della ritirata, egli promise ai morenti che sarebbe diventato il padre dei loro orfani figli, e quando a guerra finita, egli guardò alla pietà immensa di file e file di ragazzi e di bambini, mutilati dalla cieca crudeltà della guerra, la sua anima, completamente, si rivelò: era un soldato della bontà ». Card. G. B. Montini, 1960 «Don Carlo ardente e appassionato, si era inoltrato per i sentieri del mondo; nel nome della “carità di Cristo” aveva cercato e raggiunto anche quelli che sembravano lontani, aveva dialogato con loro, li aveva convinti che nel fratello sofferente potevano incontrare quel Dio che molti di loro cercavano come a tentoni. Molti dei benefattori e sostenitori di don Carlo erano lontani da tempo dagli ambienti ecclesiali. Bastò loro l’incontro con un prete appassionato dei suoi fratelli più bisognosi (i mutilatini, gli orfani) poiché videro che egli per primo era bruciato dall’amore di Dio; bastò questo incontro per allargare i paletti della Tenda della Dimora di Dio, sotto la cui ombra tutti sono chiamati a trovare ristoro». Card. Carlo Maria Martini, 2002 «Nella storia della Chiesa molti carismi sono stati vissuti da uomini di tutte le nazioni a significare il dono dello Spirito all’umanità, perché cresca nella giustizia e viva nell’amore. Tra questi luminosi esempi di testimoni della carità è da annoverare certamente don Carlo Gnocchi. Uomo del XX secolo, ha saputo organizzare la carità per meglio rispondere ai bisogni delle moltitudini e in particolare delle vittime dei conflitti e, dall’altra, ha umanizzato ed eticizzato la scienza e la tecnologia, mettendole a servizio del dolore innocente. Sono due fondamentali contributi di cui si avverte, oggi ancor più di ieri, la necessità». Card. Camillo Ruini, 2006 «L’esperienza con i soldati in guerra, poi con i mutilatini e con i bambini poliomielitici insegna a don Gnocchi una “pedagogia del dolore innocente” fondata su questa umana solidarietà che l’avvenimento di Cristo, l’Innocente per eccellenza che si è immolato per la nostra salvezza, esalta fino alla sua massima potenzialità». Card. Angelo Scola, 2008