Condividere i bisogni per condividere il senso della vita

L'esperienza del Banco di Solidarietà

Il 27 settembre 2009 il Banco di Solidarietà di Cambiago, di cui con alcuni amici condivido la responsabilità, ha partecipato alla giornata delle associazioni proposta dall’amministrazione comunale. Come Banco di Solidarietà (BDS) abbiamo allestito un gazebo con banchetto allo scopo di far conoscere un’opera di carità che dal 1995 assiste diverse famiglie bisognose portando loro ogni mese un pacco di generi alimentari di prima necessità. Nel 2008 abbiamo aiutato 13 famiglie, un totale di 49 persone distribuendo 750 KG. di alimenti. In quella occasione per far fronte alle crescenti richieste di aiuto, su consiglio di alcuni amici abbiamo proposto a tutti coloro che ci hanno incontrato di aderire alle Famiglie Solidali. Lo scopo era quello di avere un certo numero di famiglie che si impegnino mensilmente a fare la spesa per chi non può secondo la libertà e la possibilità di ciascuno. Devo confessare che personalmente non mi aspettavo granché ed ero preoccupato di non poter preparare i 16 pacchi del mese di novembre perché i viveri del magazzino scarseggiavano. Con mia grande sorpresa e stupore la risposta è stata grande al di là di ogni mia più rosea aspettativa, infatti non solo 14 famiglie hanno aderito al gesto e hanno portato la loro spesa, rendendo possibile la preparazione di 16 pacchi, ma una nostra amica ha parlato del Banco ad un suo collega di lavoro il quale ci ha letteralmente invaso il magazzino con latte thè ecc. e ci ha adirittura promesso che offrirà i panettoni per Natale. Ho dovuto riconoscere che una risposta così grande non era certo l’esito di una organizzazione ma il segno tangibile della presenza di Cristo che opera attraverso il nostro umile si. A conclusione dell’assemblea nazionale dei Banchi Don Eugenio Nembrini diceva: “Noi non siamo in grado di vivere la carità Al massimo possiamo essere oggetto di un amore straordinario. Come una luna che risplende di luce non sua, che riflette un’altra origine.” Di fronte al numero crescente di famiglie che chiedono aiuto e coscienti del nostro limite, riconoscere che all’origine di tutto c’è Cristo, il “Fondamento”come dice il Papa BenedettoXVI: “ci rende lieti,certi del futuro e liberi dall’esito in forza della sua Presenza riconosciuta”. Senza riconoscere questo “Fondamento” si rischia di ridurre la Carità a semplice assistenzialismo. Ricordo a proposito ciò che disse nella giornata della Carità del 1999 Giovanni Paolo II rivolgendosi ai presenti in piazza S.Pietro, “avete ricevuto il dono della Carità: siate consapevoli di essere i testimoni e i dispensatori di questo dono. La vostra missione mai deve ridursi al ruolo di semplici operatori sociali e di pur generosi filantropi”.

Sergio M.