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Un fatto che fa maturare il nostro sguardo sulla realtà
Per me partecipare al Banco di Solidarietà è UN MODO, non necessariamente l’unico, di vivere la carità nel senso cristiano, un invito a ricordare: “Ama il prossimo tuo come te stesso”, credere che il merito di vivere questo gesto non è mio, perchè “Noi siamo povera argilla plasmata dalle sue mani”.
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Sono Maria Grazia e non so come cominciare ad esprimere il perché di questa adesione alle Famiglie solidali. Posso solo dire che è naturale, non pesa, da’ gioia e rende chi dona più sereno. Ricordo che era così anche ai tempi dei miei nonni. Così erano i miei genitori e le loro famiglie. Anche la mia è stata aiutata in tempi difficili. Forse per questo è un gesto così naturale. Ripeto che mi conforta e quindi lo faccio per puro egoismo. (Dovrò andare da uno psicologo ???). Ciao a tutti e vi auguro di cuore di donare.
Maria Grazia
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Cercherò in breve di spiegare le motivazioni che mi hanno spinta ad aderire alla Vs/ns associazione. Ho da sempre nutrito il desiderio di “servire a qualcosa’’. Ho da sempre cercato di dare un “perchè’’ al mio esistere in questo mondo. Ho faticato per comprarmi una casa, ho faticato per trovare un buon lavoro, ho faticato per costruirmi un futuro, eppure tutte le mie ricerche, atte al miglioramento di ciò che mi contornava, si limitavano a far luccicare solo la mia esteriorità, lasciando senza nutrimento la mia interiorità. Non mi sono mai sentita appagata per un tempo sufficientemente lungo, da potermi ritenere soddisfatta. Il mio spirito si inaridiva, davanti al menefreghismo della società odierna, troppo impegnata nell’individualismo, per dar valore alla collettività e al sociale. Un giorno di qualche anno fa, un episodio molto particolare della mia vita, mi ha fatto comprendere quanto la vita fosse stata clemente con me, quanto ero fortunata e soprattutto quanto ero in debito con lei. Da quel momento, la maturazione di voler iniziare a dare qualcosa di me stessa a chi era forse meno fortunato, mi ha condotto per mano ad abbracciare un’opera buona e giusta come quella di portare un contributo, reale e tangibile, a chi ne avesse più bisogno. Il giorno che mi sono “deconcentrata’’ da me stessa, è stato il giorno in cui ho compreso che c’era molto altro... oltre! Aiutare... non è solo un’opera caritatevole ma un’ induscussa propensione al rispetto e alla tutela dell’esistenza altrui.
Valeria
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Le ragioni del mio impegno nell’aderire al Banco di Solidarietà, sono ben contenute nella frase di “Jack Kornfield”: “Le cose più importanti della nostra vita non sono nè straordinarie, nè grandiose. Sono i momenti in cui ci sentiamo toccati gli uni dagli altri.”
Giuliana
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Una domenica, uscendo da messa ho incontrato una mia amica insieme ad un signore: Sergio (il responsabile del Banco di Solidarietà). La mia amica me l’ha presentato dicendogli: “Sergio ti presento Loredana, è una volontaria dell’ARVA e potrebbe dedicare del tempo anche al Banco di Solidarietà.” Sergio e la mia amica mi hanno parlato del progetto del Banco di Solidarietà, e così, incuriosita, ho deciso di partecipare ad un incontro per capire meglio come funziona. Devo dire che sono rimasta meravigliata per due fattori:
1° non pensavo che a Cambiago ci fossero, purtroppo, così tante famiglie in difficoltà
2° è bellissimo vedere quante persone di tutte le età partecipano a questo banco per lo smistamento e la consegna alle famiglie dei viveri donati da altrettante persone del paese.
Ho poi deciso di partecipare alla riunione che si è svolta sabato 14 novembre presso il teatro Smeraldo a Milano e sono nuovamente rimasta stupita nel vedere il teatro pieno di persone arrivate da tutta Italia, volontari che si dedicano con anima e cuore a questo splendido progetto di solidarietà. Ascoltando le testimonianze portate da alcuni volontari e i commenti del don Eugenio ho capito che questo “gesto” è grande e non può essere guidato che da ”Nostro Signore”.
Ringrazio tantissimo la mia amica Rita per avermi dato la possibilità di far parte del progetto del “Banco di Solidarietà” e per avermi fatto conoscere Sergio e gli altri volontari.
Partecipare a questo progetto ed aiutare le persone meno fortunate di noi mi riempie il cuore di gioia. Quando vado a consegnare il cibo nelle case di queste famiglie, trovo persone in difficoltà, ma che trovano comunque le forze per regalarmi un sorriso.
La nostra vita è frenetica, ma se posso permettermi di darvi un consiglio… ogni tanto fermatevi a riflettere… pensate a queste persone che non possono avere un pasto caldo… e se la cosa vi tocca particolarmente, perchè non venite alla prossima riunione del banco alimentare? potreste avere l’opportunità anche voi di conoscere persone con il cuore grande e potrete diventare anche voi volontari.
L.B.