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Cavalieri... per qualcosa di più grande
“La natura nostra ci dà l’esigenza di interessarci degli altri. Quando c’è qualcosa di bello in noi, ci sentiamo di comunicarlo agli altri”. Il dire “si” ad una proposta e continuare a desiderare di recarmi in oratorio per condividere con i “ Cavalieri di Sobieski” un momento di gioco e di studio è segnato dall’amore ad un Altro che nasce prima di tutto dall’essere amata. I ragazzi sono per me compagni di viaggio che mi aiutano a scoprire sempre di più me stessa e le mie esigenze il mio bisogno. Vivendo questa esperienza mi è sempre più chiaro che il vero e unico bisogno è Lui e un grido dentro di me si è fatto chiaro: “... fa in modo, o Cristo,che non passi istante della mia giornata in cui non possa fare a meno di te, perché là dove sono ti possa riconoscere.” Stare di fronte ai ragazzi, a volte impotente, inevitabilmente mi costringe a chiedere che Cristo si sveli, nella certezza che l’essere lì con loro ha un senso e che anche loro hanno un cuore come il mio con la stessa sete di felicità. E così uno il giorno dopo, riguarda la realtà grato per tutti quelli che ha intorno e usa il suo tempo in maniera diversa. Non esiste altro modo che guardarli e rivivere con loro ciò che si scopre in prima persona nel rapporto con i propri educatori. Occorre farlo senza risparmiarsi, investire tutto, tempo ed energie, senza badare all’esito dei propri sforzi. Emerge cosi in modo imponente che solo Cristo compie l’umano e solo Lui realizza il nostro io e appaga ogni nostro desiderio e la grande sfida è aiutarci sempre a scoprire che l’esperienza cristiana è affascinante e piena di novità perché centra con tutta la nostra vita. Con quello che ci piace ma anche con ciò che magari ci fa soffrire o far fatica ma sempre con la certezza che c’è qualcuno con noi. La sfida è affascinante e stupenda perché c’è sempre un Tu ed un Io in ogni circostanza e iniziare la giornata ad esempio, dicendo le lodi fuori dalla scuola mi fa ricordare chi sono e per chi sono e che in ognuno di noi c’è un cuore che attende. È un luogo che ascolta, che spera,che resta sempre in trepida attesa.Davvero non è giusto misurare, far bilanci, calcolare. Occorre solo dare tutto, sapendo che tutto è nelle sue mani.
Marina M.