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Un abbraccio che tiene dentro tutto, un’esperienza di accoglienza: COMETA
Domenica 18 ottobre sono andato con un gruppo di amici in quel di Como a visitare la realtà di Cometa, opera orientata all’educazione e al sostegno dei minori e delle loro famiglie. Dal 1987 Cometa accoglie a Como minori in affido, sostiene le famiglie nello svolgimento dei loro compiti educativi, opera nel campo della prevenzione della dispersione scolastica, dello sport, della formazione e dell’orientamento. È una realtà in costante crescita che a partire dall’esperienza educativa di alcune famiglie ha fatto dell’accoglienza, dell’educazione e della condivisione della vita quotidiana i principi guida del proprio operato. Oggi in Cometa, oltre ai 14 figli naturali delle quattro famiglie residenti, vivono 24 ragazzi in affido. Il pretesto della visita è stata sia la recente inaugurazione della nuova scuola, la “Oliver Twist” avvenuta il 19 settembre ma soprattutto per la domanda che è nata spontanea dopo aver conosciuto l’esperienza di Cometa e delle persone che partecipano a quest’opera: come fa a nascere una cosa così? Durante la visita, Innocente Figini, che insieme al fratello Erasmo è all’origine della storia di “Cometa”, ha raccontato come è stato possibile: “Dentro l’esperienza cristiana, dentro quell’incontro che ci ha cambiato la vita, niente è impossibile. A quei ragazzi volevamo comunicare la bellezza del cristianesimo, comunicare che per ognuno di loro c’era una promessa di bene tangibile. Il resto è opera del Mistero, basta seguirlo”. La visita si è articolata sia tra le aule della scuola ma anche nel bellissimo giardino e presso alcune sale dove le famiglie insieme ai ragazzi in affido condividono momenti comuni della quotidianità come il pranzo e la cena, i momenti di studio insieme e di gioco. Durante il giro la cosa che più mi ha colpito era la percezione che dovunque ci portassero si respirava un’aria di un’esperienza che non lascia fuori niente, che cura tutto e tutti gli aspetti della vita, un abbraccio che tiene dentro tutto. Ci è stato presentato brevemente il programma scolastico per il nuovo anno e i progetti formativi e i vari laboratori didattici che sono in corso e che hanno l’obiettivo di rendere autonomi e sicuri delle proprie possibilità e con delle aspirazioni i ragazzi che frequentano la scuola. Anche gli stessi professori e altri del personale di Cometa, mi hanno fatto percepire come questa esperienza non dà solo qualcosa ai ragazzi in affido o a chi viene a scuola ma anche a loro e a tutti quelli che, partecipando in svariati modi a quest’opera, come aiuto al dopo scuola e condivisione delle varie attività proposte, risultano mille volte più appagati rispetto alle attese, dall’ esperienza in Cometa non ci si stacca e il desiderio è quello di coinvolgersi di più. Aiuta a scoprire nella condivisione dello stesso bisogno di felicità, che si sta percorrendo una strada comune per il cammino nostro e dei ragazzi a scuola, è un’avventura che coinvolge, che chiede, interpella chi ne viene a contatto. Nell’accoglienza ed educazione ci si scopre abbracciati dalla bellezza e dal senso della vita nella semplice condivisione dei momenti e gesti più quotidiani. Tutto quello che emerge è occasione per crescere assieme verso una sfida educativa che è per tutti!
Giacomo