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Il progetto di costruire-ristrutturare l’orfanotrofio di Machakos (Kenya)
A.VO.MÌ: la scelta di una di noi, Suor SABRINA, missionaria nel mondo in nome di Cristo
“ … quando i poveri si vedono attraverso le pagine della letteratura e le immagini della televisione non costa nulla amarli, cercare i loro volti, riportare le loro parole con emozioni vivaci e pittoresche. Ma quando ci si trova con loro, ci si accorge che non è facile tentarne la redenzione umana in nome del benessere e dell’igiene o quella divina per mezzo della grazia.” La cronaca ci riporta alla serata di venerdì 6 novembre 2009 quando ci siamo ritrovati per condividere le emozioni di suor Donatella ed il suo ricordare il tempo trascorso nella missione in Kenya, suor Simona e la storia del progetto di ristrutturazione e nuova edificazione di spazi (cucina, dormitorio, ecc.) dell’orfanotrofio di Machakos, l’ultima testimonianza di Fiorina e Benito rientrati da circa un mese dall’impegno di lavoro agli “ordini” della loro figlia suor Sabrina. Quell’incontro era il primo passo per comprendere come la nostra comunità di Cambiago, poteva attivarsi in modo più corale per aiutare concretamente, oltre a quanto già inviato in questi mesi, la realizzazione di una struttura che possa regalare dignità alla vita degli attuali 64 ragazzi/e che vivono in quella realtà e per coloro che un giorno busseranno a quella porta, nella certezza di essere accolti ed ospitati. È un consistente impegno di circa € 250.000 determinato dalla necessità di costruire in modo funzionale al contesto territoriale, al clima, alle esigenze igienico - sanitarie rapportate alle risorse disponibili (acqua ed energia elettrica quando ci sono). Non siamo gli unici protagonisti per un impegno che potrebbe spaventare. Oltre alla casa madre della congregazione di Monza, la vicina comunità di Concorezzo che vede protagonista nel medesimo lavoro suor Giusy si è attivata da tempo, prefissando una quota mensile che tutte le forze associative si sono impegnate a sostenere con diverse iniziative. E non si tratta di uno scherzo. L’associazione A.VO.MÌ è in prima linea da tempo, a sostegno di alcuni progetti e ci siamo resi conto di quanto ricevuto e di questo siamo infinitamente grati a tutti. Siamo consapevoli del tempo che stiamo vivendo, ma il nostro malessere non deve trasformarsi in un muro quando un mondo ancora più povero chiede aiuto. E non possiamo dare l’elemosina pensando di fare carità al prossimo, perché con il poco non si può realizzare il molto. Lo ricorda spesso padre Silvano, quando evidenzia che le cose belle colpiscono il nostro interesse e quindi inviare in Africa solo ciò che scartiamo dalla nostra vita non aiuta a ri-costruirne una diversa e migliore altrove. Il Natale che andiamo a vivere ci deve vedere protagonisti. Guardando oltre le nostre finestre in quel giorno di festa, insieme ai nostri figli dobbiamo poter dire che altri bambini, orfani ed ammalati li stanno salutando guardando il cielo azzurro, sognando una nuova casa, sapendo che non sono soli perché la nostra comunità ha mandato suor Sabrina a fare da mamma, da sorella, da compagna di vita e tutto quanto potrà dare. Insegniamo agli uomini ed alle donne di domani che oggi si può rinunciare ad un giocattolo costoso, che si aggiungerà a quelli ormai dimenticati nelle vecchie scatole e quella rinuncia avrà un valore incalcolabile nel tempo. E quel giorno in cui tutto sarà completato, alla domanda legittima : com’è stato possibile realizzare tutto questo a Machakos, la risposta non sarà possibile se non si conoscerà quanto in questi anni si è fatto nelle retrovie per “rifornire” quelli che si trovano al fronte. Il missionario non ha mai quanto gli occorrerebbe e deve accontentarsi di soddisfare le esigenze più urgenti. Nel mondo missionario non può esserci l’abbondanza: forse per questo i principali sostenitori delle opere missionarie sono i poveri. La risposta alla domanda è qui: i piccoli doni dei poveri, spesso frutto di grandi sacrifici, con la benedizione del cielo sono bastati per le necessità più importanti. I missionari hanno realizzato molto perché le retrovie non hanno mai riposato. La posizione dell’A.VO.MÌ sembra un controsenso: in prima linea per ricordare che insieme si può regalare qualcosa di buono al nostro vicino sconosciuto e nello stesso tempo nelle retrovie per raccogliere il sostegno di molti. I volontari di questa associazione si augurano che i molti ricchi siano pronti ad accogliere il nostro invito, certi che si troveranno impoveriti del superfluo ma arricchiti dal piacere di aver donato.
Diverse sono le opportunità di aiuto che proponiamo sia in questo periodo natalizio che nel corso di tutto l’anno presso il PUNTO AVOMÌ di via Roma :
- vendita di panettoni e pandori
- prenotazione di cesti natalizi con possibilità di scegliere cosa si preferisca donare
- vendita delle arance di Sicilia
- acquisto di prodotti equo solidali
- l’invito per Babbo Natale
- acquisto di articoli da regalo
- acquisti di prodotti del ri-uso (non servono a me, ma ad altri forse …)
- possibilità di donazioni in denaro a Onlus con il beneficio fiscale
Vi aspettiamo con entusiasmo. Vi aspettiamo con il medesimo interesse pronti a collaborare anche durante il resto dell’anno. Abbiamo bisogno di impiegare la buona volontà che ogni individuo custodisce nel proprio animo e non dobbiamo lasciarla oziare; ci accorgeremo che con il minimo sforzo si raccolgono grandi gioie.
GRAZIE
BUON NATALE DI CARITÀ
Claudio – A.VO.MÌ