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Volare più in alto
Il Papa, con la sua enciclica, ha lanciato una sfida ai cristiani impegnati nel sociale
La lettera enciclica di papa Benedetto XVI “Caritas in veritate” è una enciclica di tipo sociale e quindi fa parte di quella serie di encicliche che si occupano dello sviluppo economico. Della società civile, del lavoro , della tecnica e dell’ambiente. Nella seconda metà dell’ottocento con lo sviluppo della rivoluzione industriale in tutta europa, il magistero della Chiesa Cattolica si è sempre espresso attraverso i vari pontificati su questo problema a partire dalla enciclica “Rerum Novarum” di papa Leone XIII , fino ai nostri giorni con l’attuale lettera di Benedetto XVI. Il filo conduttore che accomuna tutte queste lettere, è il fatto che se l’uomo si concepisce da solo che si è fatto da solo e che con la propria ragione e forza di volontà pretende di risolvere ogni problema ; genera solo violenza e odio ideologico ma le ideologie sono fine a se stesse e contro la natura e la libertà della persona. Nella scorsa legislatura un deputato del Parlamento Italiano, affermò che la rivoluzione comunista nell’Unione Sovietica è stato uno dei più grandi avvenimenti di civiltà nella storia dell’umanità. Questa aberrante affermazione pronunciata con grande convinzione , è la prova più evidente che l’ideologia è fine a se stessa non tiene conto in nessun modo del fattore umano della sue esigenze di libertà, di felicità, di letizia, che sono insite nella natura umana e nel cuore dell’uomo. In 70 anni di storia il regime sovietico ha causato settanta milioni di morti tra guerre, epurazioni, deportazioni nei lager della Siberia, causando enormi sofferenze al popolo russo, e tutto questo in nome di un presunto progetto di progresso e civiltà progresso che, essendo basato totalmente su una idea umana e quindi anche sulla menzogna e l’inganno, si è distrutto da solo senza attacchi particolari da parte di forze avverse, come sta a dimostrare la vergogna del muro di Berlino di cui ricorre questo anno il ventennale della sua demolizione. Quello del regime sovietico è l’esempio più eloquente del fallimento umano di creare da se l’emancipazione e la libertà, mentre l’indicazione che da Benedetto XVI nella sua enciclica è assai diversa . Ecco cosa dice nell’introduzione. “La carità nella verità, di cui Gesù Cristo si è fatto testimone con la sua vita terrena e, soprattutto, con la sua morte e risurrezione, è la principale forza propulsiva per il vero sviluppo di ogni persona e dell’umanità intera. L’amore “caritas” è una forza straordinaria, che spinge le persone a impegnarsi con coraggio e generosità nel campo della giustizia e della pace. È una forza che ha la sua origine in Dio, Amore eterno e verità assoluta. Ciascuno trova il suo bene aderendo al progetto che Dio ha su di lui, per realizzarlo in pienezza: in tale progetto infatti egli trova la sua verità ed è aderendo a tale verità che egli diventa libero. Il Papa esamina ogni aspetto della vita economica e sociale senza tralasciarne alcuno e tra questi anche l’aspetto della politica e della sua importanza nel formulare le regole e il percorso che si deve seguire per un adeguato sviluppo economico sociale e civile. Purtroppo oggi dobbiamo constatare il distacco della gente comune dalla politica. L’opinione più diffusa è che l’agire politico sia dettato solo da egoismi personali e di parte e non per un bene comune. Alla luce della attuale situazione è difficile contestare questo sentimento comune e i recenti casi del gossip politico, il caso del presidente della regione Lazio Marrazzo, e i continui insulti e litigi tra fazioni di maggioranza e di minoranza, non fanno altro che avvalorare questo sentimento comune e quindi la gente si allontana dalla politica ritenendola solo una cosa sporca. Il compito di un cristiano impegnato in politica è quello di indicare la via per uscire da questa situazione di degrado, senza la pretesa di avere la soluzione per ogni problema ma, alla luce della fede impegnarsi personalmente avendo il coraggio di affondare le mani nel fango ,nel torbido delle situazioni umane, per fare emergere ciò che sicuramente esiste di positivo nel cuore dell’uomo e indicarlo come esempio per tutti: Il Papa a conclusione della sua enciclica dice queste parole: “Senza Dio l’uomo non sa dove andare e non riesce nemmeno comprendere chi egli sia. Di fronte agli enormi problemi dello sviluppo dei popoli che quasi ci spingono allo sconforto e alla resa, ci viene in aiuto la parola del Signore Gesù Cristo che ci fa consapevoli: “Senza di me non potete fare nulla” e ci incoraggia: “Io sono con voi tutti i giorni fino alla fine del mondo” . Di fronte alla vastità del lavoro da compiere, siamo sostenuti dalla fede nella presenza di Dio accanto a coloro che si uniscono nel suo nome e lavorano per la giustizia”. Con questa indicazione del Santo Padre è possibile per ognuno di noi operare nella società per il bene comune ciascuno per la sua competenza, lavoro, o attività che svolge e contribuire a edificare una società giusta per l’intera umanità.
Mario
L’enciclica “Caritas in veritate” indica chiaramente i criteri che devono ispirare i cristiani nel loro agire nella società. Essi infatti devono lavorare per la giustizia e per il bene comune. La giustizia è “inseparabile dalla carità”, in quanto chi ama con carità gli altri è anzitutto giusto verso di loro; perciò la carità esige la giustizia, cioè il riconoscimento e il rispetto dei diritti degli individui e dei popoli, come base sulla quale poi la carità deve innestarsi. Tutto questo senza dimenticare che “i diritti presuppongono doveri senza i quali i diritti si trasformano in arbitrio”. Un rapporto equilibrato tra diritti e doveri è necessario affinché si possa concretamente giungere ad ottenere il bene comune. A questo proposito Benedetto XVI è chiarissimo: “Si ama tanto più efficacemente il prossimo quanto più ci si adopera per un bene comune rispondente anche ai suoi reali bisogni”, e questo è compito di ciascuno di noi. Infatti “ogni cristiano è chiamato a questa carità, nel modo della sua vocazione e secondo le sue possibilità d’incidenza nella pòlis”. Ogni cristiano deve agire dunque per questo, sia chi si impegna in azioni concrete nella società, in ambito politico, economico o sociale, che il Papa definisce “via istituzionale della carità”, sia nella vita quotidiana di ciascuno. Anzi, Benedetto XVI ci ricorda che “quando la carità lo anima, l’impegno per il bene comune ha una valenza superiore a quella dell’impegno soltanto secolare” perché “l’azione dell’uomo sulla terra, quando è ispirata e sostenuta dalla carità, contribuisce all’edificazione di quella universale città di Dio verso cui avanza la storia della famiglia umana”. Insomma, il cristiano dovrebbe “volare più in alto” nel suo impegno, in qualsiasi campo. Questa è la provocazione che il Papa lancia a tutti i credenti; egli ci indica una meta affascinante e dovrebbe spingere ciascuno di noi ad impegnarsi per concretizzare queste parole.
Mauro