America: esagerati ... fino all'Infinito

Premessa: chi scrive è innamorato dell'America e degli americani, che possa piacere o meno. E questo non è in riferimento a niente di politico, ma è un amore viscerale per l'energia, la speranza e la libertà di questo grande popolo, a prescindere da meriti e colpe. Detto ciò, quando ho saputo che era uscito il libro “Mi mancano solo le Hawaii”, l'ho chiesto per Natale....ed è arrivato. Il libro è scritto da Riro Maniscalco, pesarese di nascita, milanese di educazione e trapiantato in America. Racconta, per certi passaggi in maniera veramente spassosa, i viaggi attraverso gli States dello scrittore. Ha girato ben 49 stati, ma gliene manca uno solo...le Hawaii appunto. Racconta dei posti che ha visto, ma soprattutto delle persone che ha incontrato e che gli hanno fatto amare tutti quei posti. Ogni ricordo è un pretesto per raccontare di un'amicizia. Ebbene, ho adorato talmente il libro, che appena ho potuto ho cercato e trovato il modo per comunicare con Riro e da lì ne è nata una bella corrispondenza via mail. Finchè un giorno mi informa che sarà in Italia per presentare il libro. Dovevo assolutamente andarci e conoscerlo. Tutto ciò mi porta in una gelida serata invernale, pre-nevicata (l'ennesima) a sentire un suo incontro con una trentina di giovani delle superiori in quel di Abbiategrasso. L'inizio è folgorante: chitarra alla mano e armonica in bocca inizia ad intonare canzoni blues travolgenti (tra l'altro Riro è anche musicista). Perchè? Perchè il suo amore per l'America nasce da giovane ascoltando il blues. E ci spiega come il blues e gli spirituals siano l'incontro della tristezza degli afroamericani schiavizzati con la buona novella cristiana. I neri hanno subito “simpatizzato” per Cristo perchè lo ritenevano affine a loro per la stessa storia di sofferenza. E il blues descrive bene anche il cuore degli americani. Questo cuore è fatto da 2 parti: metà dalla tristezza e metà dalla sete di infinito. La tristezza intesa come ricerca di un bene assente, alla fine Dio, Non come disperazione o rassegnazione, ma come desiderio di realizzazione di un Bene pre-sentito o intuito. E sete di infinito: spasmodica, irrefrenabile, energica e costituente della loro natura. Letta sotto questa chiave di lettura, per esempio, Manhattan non è una selva di grattacieli di cemento, ma una serie di ponti verso il cielo. Persino la guerra è sinceramente intesa come mezzo per portare il bene. E questo esempio fa ben capire come, anche con modalità sbagliate come la guerra, sono sempre alla ricerca. Tanto che un dottore con 7 figli e un maggiore dell'esercito con 4 per due mesi volino rispettivamente dall'Oklahoma e dal Missouri in Texas per un corso di teologia. Ricerca appunto, continua ricerca e soprattutto senza mai perdere la speranza e senza vergognarsi di ciò!! Un giorno, parlando con i figli di Riro, don Giussani gli disse: io amo l'America per questa loro sete di infinito, per la loro continua ricerca....ma non hanno Cristo. E questa è la vostra missione: portare loro Cristo. Riro è diventato cittadino americano e dopo aver giurato ha ricevuto la lettera del Mr.President nella quale c'è scritto che quello che lega coloro che vivono negli States sono i diritti fondamentali “vita, libertà e ricerca della felicità”; infatti, quello che tiene in piedi questa nazione così giovane, diversificata e piena di etnie diversissime è la libertà e la ricerca di felicità, valori oggettivi e che possono unire chiunque!! And so, God bless America!!

Fabio